REGOLAMENTI TECNICI Fossa Olimpica o Trap

REGOLAMENTI TECNICI SPECIALITÀ FOSSA OLIMPICA O TRAP
Disciplina saltuariamente olimpica fino dal 1900 (Olimpiadi di Parigi).

Dal 1952 (Olimpiadi di Helsinki) disciplina olimpica con presenza costante.

Premessa: le Norme Generali sono parte essenziale ed integrante del Regolamento Tecnico e la loro conoscenza e applicazione è vincolante per lo svolgimento dell’attività di Tiro a Volo Fossa Olimpica o Trap.
REGOLAMENTI TECNICI Fossa Olimpica o Trap

CAMPO DI TIRO (T.1)

DESCRIZIONE
Art. T.1.1 – Un impianto di fossa olimpica o trap è costituito da 15 macchine da lancio,
collocate in linea retta e disposte in cinque gruppi di tre macchine ciascuno. La distanza
che separa le macchine centrali di ogni gruppo può variare da m. 3 a m. 6 (normalmente
mt. 4), mentre la distanza che separa una macchina dall’altra di ciascun gruppo deve essere
di m. 1 (circa). Le macchine sono piazzate in una fossa protetta da un tetto la cui parte
superiore deve trovarsi allo stesso livello delle pedane di tiro. Al 15° metro dietro la
macchina centrale di ogni gruppo e situata la pedana di tiro di un metro per un metro,
allineata perpendicolarmente alla macchina centrale del proprio gruppo. La pedana deve
essere attrezzata con un tavolo o con uno o più supporti sui quali i tiratori possono deporre
le loro cartucce. La posizione della macchina centrale di ciascun gruppo deve essere
indicata da una linea colorata, o da altro segno non in rilievo posto sul tetto della fossa,
nettamente visibile al tiratore in pedana. Per non disturbare i tiratori durante lo svolgimento
delle gare, coloro che dalla pedana n° 5 si spostano alla n° 1 devono servirsi dell’apposito
passaggio situato dietro le pedane di tiro.
Tutte le misure si intendono dal centro del piattello posizionato sulla macchina pronta per
il lancio.
Art. T.1.2 – Le macchine devono essere installate in modo da poter effettuare tutti i lanci
indicati dagli schemi previsti nel presente regolamento.
Art. T.1.3 – Prima della competizione, ogni macchina di lancio, dopo essere stata
debitamente regolata in base allo schema scelto, dovrà essere saldamente bloccata in modo
che la traiettoria voluta non possa.essere modificata durante lo svolgimento della gara. Per
lo stesso motivo, la posizione del piattello sull’impianto di lancio dovrà essere sempre
rigorosamente la stessa.
Art. T.1.4 – In tutte le competizioni deve essere usato un selettore di sgancio elettrico o
elettronico, in modo che tutti i tiratori si avvalgano di lanci uguali, e cioè, uno centrale, due
desti e due sinistri per ogni gruppo di macchine. Il selettore deve essere costruito in modo
che la sequenza dei lanci non sia prevedibile.
Art. T.1.5 – Qualunque imperfezione nel funzionamento di una macchina di lancio durante
il tiro dovrà essere segnalata al Coordinatore, o in sua assenza al Direttore di tiro, che
deciderà se la competizione debba essere interrotta o continuata con altre macchine. Dopo
la riparazione, sostituzione o manomissione di una macchina, dovrà essere lanciato un
nuovo piattello in visione dalle tre macchine del gruppo.
Art. T.1.6 – Prima dell’inizio della gara e dopo ogni successiva sistemazione delle
macchine, deve essere lanciato un piattello prova da ogni macchina in sequenza.
Art. T.1.7. – Se una serie viene interrotta per più di cinque minuti a causa di un guasto
tecnico (non per colpa di un tiratore), prima della ripresa della serie, alla squadra è
concesso di vedere il lancio di un piattello per ogni macchina del gruppo interessato dal
guasto.
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BERSAGLI (T.2)
Specifiche
Art. T.2.1 – I piattelli devono avere un diametro di mm 110 (+/- mm), una altezza da mm
25 a mm 26, ed un peso di 105 grammi con la tolleranza di +/- 5 grammi. Per le
competizioni federali i piattelli devono essere ecocompatibili omologati.
Definizione di piattello “regolare”
Art. T.2.2 – Sono considerati regolari tutti i piattelli che lanciati al comando del tiratore
entro 2/l0 di secondo, percorrano la traiettoria precedentemente approvata dal
Coordinatore, indicata nello schema prescelto.
Regolazione delle traiettorie
Art. T.2.3 – L’altezza e la distanza dei lanci devono essere regolate con la macchina posta
in angolazione zero gradi. Successivamente, l’angolo di lancio deve essere regolato con il
suo centro situato sopra la macchina interessata.
FUCILI E CARTUCCE (T.3)
Specifiche (T.3.1)
Art. T.3.1.1 – La sostituzione del fucile non è permessa durante lo svolgimento della serie
di tiro, salvo nei casi di guasto o cattivo funzionamento.
Art. T.3.2 – La cartuccia deve avere un bossolo con una lunghezza massima di mm 70. La
massima carica di pallini consentita è di grammi 24 con una tolleranza di gr. + 0,50. Il
diametro massimo autorizzato dei pallini è di mm 2,5 (n° 7) con una tolleranza + mm.0,1. I
pallini debbono essere di forma sferica. Le cartucce devono essere conformi agli standard
stabiliti dalle leggi vigenti. E vietato l’uso di polvere nera, di dispersori e di cartucce
traccianti.
NORME DI SVOLGIMENTO E CASUALITA’ (T.4)
Svolgimento (T.4.1)
Art. T.4.1.1 – Il tiro si effettua normalmente per gruppi di sei concorrenti, salvo quando il
sorteggio dei tiratori non consenta una distribuzione omogenea o ne sia pronto un numero
inferiore. Il Direttore di tiro può completare i posti vacanti con altri tiratori esperti che
sparino fuori gara.
Art. T.4.1.2 – Una serie è composta da 25 piattelli e su ciascun bersaglio possono essere
sparati due colpi.
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Art. T.4.1.3 – Il tiro si esegue in piedi. La chiamata ed il tiro devono avvenire con il fucile
appoggiato alla spalla. Il tiratore deve prendere posto in pedana tenendosi rigorosamente
all’interno di essa durante il suo turno di sparo.
Art. T.4.1.4 – Quando il concorrente è pronto a sparare comanda il lancio del piattello a
voce alta e breve. Il piattello deve essere lanciato entro due decimi di secondo. Nel caso in
cui non sia lanciato nel tempo regolamentare, il tiratore può rifiutarlo cambiando la sua
posizione, aprendo l’arma ed alzando un braccio. L’arbitro deve dare, allora, la sua
decisione.
Art. T.4.1.5 – Ciascun gruppo inizia il tiro con l’ordine indicato dal sorteggio o dal numero
d’iscrizione. I tiratori si dispongono uno per ciascuna delle cinque pedane; il sesto di
rincalzo si posiziona dietro il concorrente n° 1. Quando il tiratore della prima pedana ha
sparato al primo piattello, attende con il fucile aperto di prendere il posto del concorrente
in seconda pedana, liberando la pedana occupata non appena questi avrà sparato, ed il sesto
di rincalzo prenderà il suo posto e così via per tutte le altre pedane. Il tiratore che ha
sparato in quinta pedana si porterà, con il fucile scarico e aperto, alla pedana n° 1 passando
dietro ai tiratori; gli spostamenti devono essere eseguiti senza arrecare disturbo agli altri
concorrenti.
Art. T.4.1.6 – Il tiratore deve mettersi in posizione, chiudere il fucile e comandare lo
sgancio del piattello entro 12 (dodici) secondi dopo che il tiratore precedente abbia sparato
un piattello regolare ed il risultato sia acquisito, o dopo che il Direttore di Tiro abbia dato il
segnale per iniziare o riprendere il tiro.
Quando le squadre consistono di 5 o meno tiratori, il tempo di preparazione deve essere
esteso per dare al tiratore che lascia la pedana 5 tempo sufficiente in aggiunta per arrivare
alla pedana n° 1.
Art. T.4.1.7 – Il tiratore deve rimanere al suo posto finché il suo vicino di destra non abbia
sparato ed espulso i bossoli. Dopo il tiro all’ultimo piattello di una serie, tutti i tiratori
devono rimanere al proprio posto fino a che anche l’ultimo concorrente abbia sparato e il
Direttore di tiro abbia annunciato la conclusione della serie.
Art. T.4.1.8 – Se nel programma di gara non è previsto l’orario in cui sarà effettuato
l’eventuale spareggio, i tiratori dovranno trovarsi pronti entro 5 minuti dalla loro chiamata.
Trascorso tale tempo, gli assenti saranno considerati rinunciatari e non potranno essere
sostituiti da altri tiratori.
Art. T.4.1.9 – La prova di sparo sfocatura (in aria) può essere effettuata in apposita area
oppure dalla pedana di tiro, previa autorizzazione del Direttore di Tiro, da ogni tiratore, in
ogni giorno di gara appena prima dell’inizio della 1ª serie.
La sfocatura è permessa anche prima dell’inizio di ogni finale e/o Shoot-off.
ACQUISIZIONE DEL RISULTATO E CASUALITA’ (T.4.2)
Art. T.4.2.1- Il piattello è dichiarato “BUONO” quando, lanciato e sparato secondo il
regolamento, viene polverizzato in tutto o in parte, o ne viene staccato un frammento.
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In caso di utilizzo di piattello fumogeno, lo stesso, è dichiarato “BUONO” quando,
lanciato e sparato secondo il regolamento, fuoriesca esclusivamente la polvere colorata in
esso contenuta (fumato).
Art. T.4.2.2 – Il piattello è dichiarato “ZERO” (mancato):
a) se il piattello non viene colpito mentre è in volo;
b) se dal piattello si stacca soltanto polvere (piattello fumato);
c) se il tiratore non spara ad un piattello comandato e lanciato regolarmente;
d) se il tiratore non può sparare perché ha il fucile in sicura, ha dimenticato di
caricarlo, oppure non lo ha sufficientemente aperto o chiuso;
e) se il tiratore ha sbagliato il primo colpo e non può sparare il secondo perché ha
dimenticato di introdurre la seconda cartuccia; non ha tolto il dispositivo di
bloccaggio delle cartucce nel serbatoio del fucile o il suo fucile è andato in sicura
per effetto del rinculo;
f) se il tiratore, in caso di difetto o guasto del fucile o della cartuccia, apre il fucile o
tocca il congegno di sicurezza prima che il Direttore di tiro abbia controllato il
fucile stesso;
g) se è il terzo caso o più di guasto o cattivo funzionamento nel corso della stessa
serie, a prescindere dal fatto che il tiratore abbia sostituito le cartucce o il fucile o lo
abbia fatto riparare;
h) se il tiratore non spara per una qualunque ragione che non dia diritto ad un altro
piattello.
Art. T.4.2.3 – Il piattello è considerato “NO BIRD” o “DA RIPETERE” ed un altro ne sarà
lanciato al suo posto, sia che il tiratore abbia sparato o no:
a) se il piattello si rompe alla partenza;
b) se il piattello ha una traiettoria irregolare;
c) se il piattello è lanciato da una macchina di un altro gruppo;
d) se due o più piattelli sono lanciati contemporaneamente da macchine del medesimo
gruppo, o da altri gruppi differenti nel medesimo campo di tiro;
e) se il piattello è di colore differente da quello degli altri piattelli usati nella
competizione;
f) se il piattello ha una velocità iniziale insufficiente o se la traiettoria è diversa da
quella prestabilita, purché quanto sopra non avvenga a causa delle condizioni
atmosferiche contingenti.
Art. T.4.2.4 – Il piattello è considerato “NO BIRD” o “DA RIPETERE” ed un altro ne sarà
lanciato, purché il tiratore non abbia sparato:
a) se il piattello viene lanciato prima che il tiratore abbia dato il comando;
b) se il piattello non viene lanciato entro i 2/l0 di secondo dal comando ed il tiratore lo
rifiuta manifestamente, aprendo l’arma ed alzando un braccio.
Art. T.4.2.5 – Se un colpo non parte per difetto della cartuccia, per un guasto al fucile o per
inceppamento (sempre che la responsabilità non sia imputabile al tiratore), un nuovo
piattello verrà lanciato:
a) se il primo colpo non parte ed il tiratore non spara il secondo; se il tiratore spara il
secondo colpo, il risultato è acquisito;
b) se il primo colpo manca il bersaglio ed il secondo non parte; in questo caso alla
ripetizione il primo colpo sul nuovo piattello deve essere sparato in aria fuori
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bersaglio, dopo che questo è stato chiamato e lanciato. Nel caso in cui il piattello
venga colpito con il primo colpo, il piattello sarà considerato “ZERO”.
Art. T.4.2.6 – I tiratori che usano un fucile a due canne con monogrillo munito di
invertitore sono tenuti prima dell’inizio della competizione a fornire una dichiarazione
ufficiale che manifesti l’intenzione di sparare prima con la seconda canna.
Art. T.4.2.7 – Il Direttore di tiro deve inoltre decidere che un piattello sia dichiarato “NO
BIRD” o “DA RIPETERE”:
a) se il tiratore è stato visibilmente disturbato;
b) se un altro concorrente spara sullo stesso piattello;
c) se si trova, per una qualsiasi ragione, nell’impossibilità di giudicare se il piattello è
stato colpito o mancato anche dopo aver consultato i Giudici Ausiliari.
Art. T.4.2.8. – Nel caso di un “NO BIRD” (piattello uscito già rotto) deve essere lanciato
un altro piattello dalla stessa macchina che ha causato il “NO BIRD”. Il tiratore non può
rifiutare il nuovo piattello anche se ritiene che sia stato lanciato da un’altra macchina dello
stesso gruppo.
Art. T.4.2.9 – Il risultato è acquisito se:
a) i due colpi partono contemporaneamente;
b) il tiratore, a causa di un difetto del fucile, spara solo il secondo colpo;
c) al piattello, lanciato per effetto del primo colpo esploso accidentalmente prima del
comando di lancio, il tiratore spara anche il secondo.
Art. T.4.2.10 – Un colpo viene considerato come non tirato se:
a) il tiratore spara fuori turno;
b) il tiratore al suo turno fa partire il piattello con il primo colpo, esploso
accidentalmente senza aver dato il comando di lancio, a condizione che non spari il
secondo. In caso di ripetizione dell’inconveniente, il Direttore di tiro deve applicare
quanto previsto dall’art. G.3.3.7.
Art. T.4.2.11 – Il Direttore di tiro, controllando l’applicazione di quanto già previsto nelle
Regole di Condotta e Sicurezza di cui alla sezione G.6 delle “Norme Generali”, dovrà
effettuare, inoltre, un richiamo al primo verificarsi delle seguenti mancanze:
a) allontanarsi dal proprio posto prima che il tiratore successivo abbia sparato;
b) passare da una pedana all’altra con il fucile chiuso;
c) passare dalla pedana n° 5 alla pedana n° 1 con il fucile carico, anche se aperto.
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Fonte: http://www.fitav.it/RicercaDocumentiAction.do?servizio=documenti&metodo=visualizzaPaginaPubblica&idClassificazione=8

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